Teddy Goldsmith
  |   Alimentazione   |   Articoli dell'Ecologist   |   Clima globale   |   Conferenze   |   Ecologia   |   Etica   |   Libri   |   Salute   |   Le societą   |  

Fotografia di Teddy Goldsmith

Cancro: gli esperti mentono?

La patologia neoplastica colpisce oggi una persona su tre e più o meno tutti ne conoscono, anche grazie alla diffusione di innumerevoli studi sull'argomento, le cause principali: l'esposizione a sostanze chimiche cancerogene presenti net cibo che mangiamo, nell'acqua che beviamo e nell'aria che respiriamo, le radiazioni ionizzanti dai raggi X usati per scopi medici, alle emissioni radioattive prodotte dagli esperimenti atomici e dagli impianti nucleari.

Tuttavia le istituzioni det cancro, il "Cancer Establishment", capeggiato negli USA dal National Cancer Institute e nel Regno Unito dall'Imperial Cancer Research Fund, non to ammetteranno mai. Né lo ammetteranno le industrie chimiche, farmaceutiche e nucteari che finanziano quasi tutta la ricerca sul cancro e si dicono certe che l'attuate "epidemia" sia attribuibile a tutto fuorché all'esposizione a sostanze chimiche o alla radioattività, ciò le porta fino al punto di non pubblicare i risultati degli esperimenti che rivelano la cancerogenicità delle sostanze chimiche prodotte dalle stesse industrie, come ha recentemente rivelato l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente negli USA.

L'Ecologist Italiano Marzo 2006, No 4. Di Edward Goldsmith. Traduzione di Neri Fioravanti

Per non parlare dei vecchi argomenti fasulli, costantemetite riesumati

It primo argomento, esposto da Sir Richard Doll, decano del "Cancer Establishment" degli USA, sostiene che il tasso di tumori non è in crescita, fatta eccezione per il tumore polmonare, il melanoma e il linfoma non-Hodgkin; o, peggio ancora, che il suddetto indice è in realtà calato det 15% dat 1950 in poi. Per quanto possa sembrare sorprendente, questa affermazione è in netto contrasto con i dati ufficiali pubblicati dallo stesso National Cancer Institute, secondo cui l'incidenza generale dei tumori nella popolazione bianca degli Stati Uniti è aumentata tra il 1950 e il 1988 del 43,5% e tra il 1950 e il 1994 del 54%. Ovvero in media di circa l'l% all'anno.

Ma c'è di più: l'incidenza di tumori e continuamente in aumento fin dall'inizio dell'era industriale, visto che i casi di cancro registrati precedentemente erano piuttosto rari e, in atcune aree, det tutto inesistenti. Un ricercatore che ha lavorato per me nel 1973 ha evidenziato, sulla base di statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che tra 1967 e il 1968 it tasso di tumori in paesi differenti - in questo caso le Mauritius, lo Sri Lanka, il Portogallo e gli USA - era, in sostanza, direttamente proporzionale at Prodotto Interno Lordo.

Il secondo argomento esposto dat "Cancer Establishment", per bocca del dottor John Emsleyo dell'Imperial College of Science, Technology and Medicine, consiste nel sostenere che "le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e nella produzione di cibo sono per norma sottoposte a severi controlli che ne garantiscono la sicurezza". Il che, naturalmente, non potrebbe essere più lontano dalla verita:

Il terzo argomento sostiene che ta gran parte del cibo che consumiamo contiene cancerogeni naturali in misura motto maggiore di quelli artificiali, introdotti dall'uomo (per esempio, nei funghi e nel formaggio con muffe blu). Questo è l'argomento preferito di Bruce Ames, professore di Biochimica e di Biotogia Molecolare all'Università della California a Berkeley. Naturalmente, perché questa teoria sia in qualche modo credibile, il ben noto aumento dell'incidenza di tumori non può essere accettato: perché mentre la produzione di sostanze chimiche sintetiche è aumentata di cinquecento volte dat 1950 in avanti, dubito che si possa affermare la stessa cosa del nostro consumo di funghi o di questi tipi di formaggio.

Il quarto argomento è che c'è più cancro perché semplicemente viviamo più a lungo. II cancro è una malattia della vecchiaia, ci spiega Bate. Chiaramente, se aumenta it numero degli anziani aumenterà anche l'incidenza del cancro. Ma questo, che un tempo poteva essere vero, non lo è più. Il cancro infatti è diventato una delle maggiori cause di mortalità anche tra i bambini. Secondo le cifre ufficiali del NCI, i tumori infantili sono aumentati del 21,3% nella popolazione bianca degli Stati Uniti tra il 1950 e 1988, e il cancro dei testicoli, una patologia nuova che colpisce in prevalenza i giovani dai venti ai trenta anni, è aumentato del 96% nello stesso periodo. Il cancro infantile sta insomma aumentando esattamente allo stesso ritmo del cancro nel suo complesso, al tasso dell'1 % all'anno.

Il professor Epstein dell'Università dell'Illinois, che combatte coraggiosamente contro il "Cancer Establishment" da quarant'anni, mostra che, a dispetto di chi afferma il contrario e dei miliardi di dollari spesi nella ricerca, si è progredito ben poco sulla strada della cura. In verita molti scienziati concordano oggi nell'affermare che si dovrebbe spostare l'attenzione suba prevenzione.

Molti credono che prevenire significhi solo promuovere cambiamenti nello stile di vita degli individui. Ma prevenzione per il professor Epstein e per altri scienziati seri significa molto di più.

Se anche mangiassimo solo verdura e frutta biologica fresca saremmo lo stesso esposti ad agenti chimici cancerogeni di tutti i tipi nell'aria che respiriamo, nelle piogge che cadono sui nostri raccolti e nell'acqua che scorre dai rubinetti.

Un grosso e impellente problema delle industrie è come affrontare la gestione dei rifiuti. Visto che le discariche si riempiono e rimangono pochi posti per costruirne di nuove, cresce la tendenza a incenerire i rifiuti, compresi i materiali plastici, con dispersione nell'ambiente di diossine, altamente cancerogene, e di altre sostanze tossiche:

Vivremo dunque sempre di più in un ambiente pieno di sostanze chimiche e radioattive in cui la percentuale dei malati di cancro non può che aumentare fino a interessare alla fine tutta l'umanità. Per queste ed altre ragioni, prevenzione - almeno per coloro con un minimo di senso di responsabilità - può significare soltanto netta inversione e rapida trasformazione di queste tendenze. Semplicemente non si può più concedere agli industriali di avvelenare il nostro ambiente con i loro materiati cancerogeni. Devono smettere di produrli. E necessaria una vasta campagna popotare per obbligarli a questo. Non esiste nessun'attra atternativa socialmente o moralmente accettabile.

Note

1. Dal Libro Bianco - Strategia per una politica futura in materia di sostanze chimiche, Commissioné della Comunità europea, Bruxelles 27/02/2001.

La produzione complessiva di sostanze chimiche è passata da 1 milione di tonnellate nel 1930 ai 400 milioni di tonnellate al giorno di oggi. Le sostanze registrate nel mercato comunitario sono oltre 100.000; per 10.000 la commercializzazione in termini di volume supera le 10 tonnellate, mentre circa 20.000 raggiungono quantitativi compresi tra 1 e 10 tonnellate. Nel 1981 le sostanze esistenti erano 100.106; attualmente quelle commercializzate in volumi superiori ad una tonnellata dovrebbero aggirarsi, in base alle stime, attorno a 30.000, di cui circa 140 identificate come "sostanze prioritarie", per le quali è obbligatoria una valutazione globale dei rischi ad opera delle autorità degli stati membri (n.d.t.).

TOP56300TOP

This website is automatically published and maintained using 2tix.net.